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La Storia: sui sentieri di Mornese

Volendo dare un rapido sguardo allo svolgersi storico della presenza dell'Istituto FMA (Figlie di Maria Ausiliatrice) nel campo della formazione professionale femminile, ci troviamo subito di fronte a una realtà  assai significativa: l'attività dell'Istituto in campo professionale è sorta prima dell'istituto stesso!

È sorta lÌ , lungo "il sentiero degli orti" dietro la chiesa parrocchiale di Mornese, quando Maria Mazzarello era ignara di Collegi e di Congregazioni... Aveva però nell'anima ben chiara una chiamata e un sogno da realizzare, l'aveva confidato all'amica: "... Vieni anche tu... apriremo un laboratorio, accetteremo delle fanciulle; insegneremo loro a cucire, con l'intento però di insegnare loro a conoscere ed amare il Signore".

Era un progetto in cui prendeva forma una missione, ne fissava lo scopo, ne indicava mezzi e programmi in linee di essenzialitÀ. Era sorto cosÌ a Mornese, da una forte preoccupazione educativa, un laboratorio - scuola in cui le ragazze si facevano piccole sarte e buone cristiane: bisognava preparare la donna integralmente, capace di conoscere e amare Dio e di essere utile a sé e agli altri.

È una nota di carisma anche l'intuizione chiara dell'odierno concetto di professionalità , ignorato allora come termine, ma avvertito profondamente nel suo significato. Esso impone anzitutto formazione e competenza in chi insegna: per questo Maria Mazzarello non si era accontentata della sua casalinga capacità  di cucire, ma si era assoggettata a un prolungato tirocinio presso il sarto del paese.

Esso impone conoscenze teoriche e abilità  pratiche, oggi potremmo anche dire esercitazioni pratiche illuminate dalle discipline tecnologiche. Maria capisce che la capacità  di lavoro va corredata dalle nozioni utili a renderlo proficuo. Per questo sceglie di fare il tirocinio presso il sarto anzichè presso la sarta: quello aveva un negozietto di stoffe e Maria avrebbe potuto conoscere le caratteristiche dei tessuti, i criteri di scelta, i prezzi correnti, le modalità  di rapporto con i clienti.

Di queste conoscenze sentiva di aver bisogno per integrare l'abilità  pratica. Il suo concetto di professionalità  non trascurava un aspetto importante: l'etica professionale, fatta di onestà  con i clienti, di perfezione nell'esecuzione delle commesse di lavoro contrattate. È sulla base di queste virtù umane e professionali che Maria Mazzarello costruiva giorno dopo giorno la personalità  cristiana delle giovani alunne e che partecipava, inconsapevole ancora, al sistema educativo di Don Bosco.

Laboratori familiari e scuole serali

Nel 1872 Maria Mazzarello fondava con Don Bosco l'Istituto delle F.M.A. e nelle nuove case che si aprivano fu sempre presente, con l'Oratorio, il "laboratorio familiare" per le fanciulle e le giovani. I laboratori familiari si moltiplicarono, specialmente nei centri di provincia. Contemporaneamente, nei centri cittadini ove le giovani erano precocemente assorbite dal lavoro delle fabbriche, sorsero le "Scuole serali" in cui si ripeteva per le giovani operaie l'insegnamento stesso dei laboratori familiari.

Corsi per massaie rurali

Intanto si prospettavano nuove necessità: nelle campagne la vita contadina richiedeva la presenza delle giovani non solo nell'ambiente casalingo, ma anche nel lavoro della terra. Sorsero così scuole e corsi per "Massaie rurali" e, in seguito, vere e proprie "Scuole agricole".

Convitti operai

Nell'ultimo decennio dell'800 si andavano rapidamente sviluppando, specialmente in Piemonte e in Lombardia, nuove industrie. Sorsero quindi, vari "Convitti operaie", ove le giovani venivano accolte nelle ore in cui non erano occupate in fabbrica. In molti Convitti le FMA furono chiamate anche all'assistenza diretta delle operaie sul lavoro nella fabbrica.

Scuole artigiane

Le leggi che vietarono tra l'altro l'assunzione al lavoro dei ragazzi prima del 14 anni, ponevano lo Stato di fronte al problema di assicurare una prima formazione professionale dopo la Scuola primaria. Sorsero così le "Scuole artigiane" con programmi propri, che cercarono, dapprima, di essere autorizzate ed equiparate alle "Scuole d'Avviamento Professionale", e poi, negli anni trenta, si trasformarono in quelle.

Scuole aziendali

Nell'immediato dopoguerra sorsero le "Scuole aziendali". Le Aziende, per le nuove Leggi sull'Apprendistato avvertirono l'utilità  di preparare le nuove leve fuori dal ciclo di produzione. Le FMA accettarono l'offerta di assumere la direzione e l'insegnamento delle scuole là  dove gli imprenditori, fiduciosi nel carisma di Don Bosco, sentirono l'esigenza di integrare la preparazione tecnica con la formazione morale, sociale e religiosa. Nel periodo del primo dopoguerra lo Stato cercò ancora di operare più direttamente nel campo della formazione professionale con un doppio intervento: attraverso il Ministero della Pubblica Istruzione e attraverso il Ministero del Lavoro.

Centri di addestramento professionale

L'intervento statale nel campo della formazione professionale fu promosso attraverso il Ministero del Lavoro che dal 1948 organizzò, tramite le Regioni, i "Centri di Addestramento Professionale" (CAP), affidabili anche ad Enti privati, specializzati nella formazione professionale, per i giovani dopo i 14 anni d'età.

Istituti professionali

L'Istituto, attraverso un'azione persistente, cercata e fortemente stimata, riuscì spesso ad illuminare e orientare ledisposizioni .legislative che interessavano la formazione professionale femminile. Nacque nel 1953 l'Istituto Professionale Madre Mazzarello riconosciuto legalmente dallo Stato, quando lo Stato stesso non aveva ancora strutture per rispondere al fabbisogno. La validità  dell'intuizione e del contributo é dimostrata dall'organigramma che ne documenta l'articolazione, fissa i traguardi, i tempi di formazione, i profili delle qualifiche da raggiungere, i corsi di perfezionamento, i contenuti, le linee metodologico - didattiche, le esperienze pratiche.

Presenza strutturata nella F.P.

Dopo gli anni '60 nuove esigenze si affacciarono, anche perchè l'attività della donna si era spostata dal campo casalingo e artigianale a quello del settore terziario. Illuminato e spinto dalla forza del proprio carisma l'istituto assunse le nuove richieste, ricercò e perfezionò le risposte che il nuovo e vasto campo della formazione professionale richiedeva e, sorretto dall'esperienza, diede vita nel 1967 ad una formula nuova di presenza: l'Ente C.I.O.F.S. (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane) il cui campo di avvio fu la Formazione Professionale.

Il CIOFS Sardegna

Nel 1977 nasce il CIOFS Sardegna.

Il Ciofs-FP

In seguito il CIOFS assumeva la configurazione di Ente Promotore, affidando ad Organizzazioni da lui promosse, il compito di rispondere alla diversità  della domanda giovanile. Nel 1986 nasce l'Associazione CIOFS-FP per operare nel campo della Formazione Professionale.

La Missione

Il CIOFS-FP è un'associazione senza scopo di lucro promossa dall'Ente CIOFS.

È presente in 15 delle 20 regioni italiane con circa 100 sedi.

Il CIOFS-FP privilegia il lavoro in rete come scelta strategica ai fini di migliorare la qualità dei servizi ed ottimizzare le risorse.

Il CIOFS-FP Si occupa di:

  • Formazione;
  • Orientamento;
  • Servizi al territorio e alle imprese.

Le funzioni necessarie per svolgere i tre servizi sono: ricerca, progettazione, formazione, documentazione, informazione, tutoring, valutazione, qualità.

I destinatari sono adolescenti, giovani, donne, disoccupati ma anche occupati, migranti, detenuti, drop-out, extracomunitari.

Sono soprattutto giovani appartenenti a fasce deboli o adulti in situazione di disagio. Particolare attenzione viene posta alla situazione femminile.